Dio esiste e vive a Bruxelles | Jaco Van Dormael

TRAMA

Dio esiste e vive a Bruxelles, in un appartamento senza entrata e uscita, con la moglie e la figlia Ea. Non si tratta del Dio che tutti conosciamo, bensì di un sadico alcolista, il cui divertimento consiste nel rendere la vita impossibile agli esseri umani, con le Leggi della Sfiga, regole scritte al computer, con le quali controlla il mondo.
Disgustata dalla crudeltà paterna, Ea scende sulla terra tramite un portale dentro la loro lavatrice e reca il bene fra gli uomini, seguendo l’esempio del fratello, Gesù. Quest’ultimo esorta Ea a scrivere un nuovo Nuovo Testamento, ma prima deve trovare degli apostoli.

ANALISI

La produzione è Francese e Belga, con numerose influenze, più o meno consapevoli, del cinema e della tv americana.
In primis, il contesto familiare tipico della suddetta tv americana: padre rozzo e sedentario – fra l’altro doppiato dalla stessa voce di Peter Griffin, nella versione Italiana – moglie sottomessa, figli ribelli, benché più responsabili e svegli dei genitori.
Molto più evidente appare il richiamo al cinema USA, attraverso la sequenza, che vede Dio sfondare la porta della camera di Ea con un’ accetta, proprio come Jack Nicholson/Jack Torrance in Shining – Stanley Kubrick.
Molto più Francese risulta l’estrema satira religiosa: non solo la figura di Dio viene presentata negativamente e grottescamente, ma, durante una scena, il personaggio viene preso a pugni addirittura da un prete, sotto lo sguardo divertito di Gesù sulla croce.
Va fatto, inoltre, un appunto interessante riguardo il tema gender: sono infatti le donne la speranza di un mondo migliore, tanto che spingeranno Gesù a parteggiare per loro, contro il padre-padrone.

COMMENTO

Nonostante determinati contenuti possano essere ritenuti blasfemi, si tratta di una commedia piacevole e divertente, che offre anche una riflessione sul genere umano e le sue angosce.
La visione scorre in maniera molto fluida, tra gag esilaranti e spunti riflessivi.

VOTO: 4/5

Recensione a cura di Carlo N. Servili

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