Perfetti sconosciuti | Paolo Genovese

TRAMA

per un’eclissi lunare, in una calda serata estiva, i coniugi Eva e Rocco invitano a cena, presso la loro abitazione, gli amici di sempre: le coppie Cosimo e Bianca e Lele e Carlotta, più Peppe, unico membro single del gruppo, sebbene affermi di frequentare una certa Lucilla, che non si presenta, però, a causa di una presunta influenza.
Durante la cena, confrontandosi riguardo un’altra coppia di amici, sfasciata in seguito ad un sms, che provava il tradimento di lui, Eva, per dimostrare che “i cellulari sono diventati la scatola nera della nostra vita” propone ai commensali un gioco: tutti i telefoni dovranno rimanere sul tavolo e le chiamate e i messaggi, che arriveranno, dovranno essere letti ed ascoltati da tutti.
Dopo un inizio all’insegna degli scherzi e di simpatiche incomprensioni, il gioco prenderà successivamente una piega diversa e porterà alla luce i segreti più nascosti dei personaggi, creando inevitabilmente tensioni ed imbarazzi.

ANALISI

Il film passa da una comicità iniziale ad un contesto più drammatico e nervoso, attraverso una sceneggiatura impeccabile, con dialoghi mai banali.
Il passaggio avviene comunque senza conseguenze sul ritmo, che scorre in maniera molto fluida, nonostante l’arduo compito di girare un film, basato sui dialoghi e per lo più in una singola location.
Ottima prova della regia e, ovviamente, degli attori protagonisti.

COMMENTO

Inutile negarlo. Ognuno di noi nasconde certi segretucci sul proprio cellulare, più o meno innocenti. Genovese affronta dunque una tematica attualissima e ci mostra le conseguenze estreme dell’apertura di un vaso di Pandora 2.0, con un film molto piacevole da vedere, ma anche in grado di farci riflettere sul modo, in cui usiamo i nostri apparecchi.

VOTO: 4,5 / 5

Recensione a cura di Carlo N. Servili

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