Davide Bancolini intervistato da Radio 108 Network

Radio 108 Network incontra Davide Bancolini, al suo primo esordio nel mondo della musica, con una rispettosa formazione professionale che lascia presagire successo.

1) Fin da piccolo traduci le tue esperienze in musica e parole. Da cosa nasce questa esigenza?
Direi da un’innata sensibilità, da un po’ di timidezza e dalla classica solitudine del figlio unico di genitori separati. Non si direbbe ora, ma ero un bambino abbastanza introverso e scrivere mi aiutava a rileggere le mie esperienze di vita ed esorcizzare alcune tensioni familiari. Sono sempre stato anche molto romantico e mi piaceva comunicare con le canzoni i miei sentimenti. Qualche amichetta così sono pure riuscito a conquistarla!

2) Sei sempre stato un autodidatta, per quel che rigurda la musica. Cosa ti ha spinto a sostenere studi sistematici, dunque a migliorarti ancora di più?
In famiglia nessuno mi ha spinto a studiare musica e questo forse ha influito su questo “ritardo”. E’ grazie all’incontro con alcuni amici musicisti che ho cominciato a studiare chitarra e pianoforte da autodidatta. Ma l’approccio è sempre stato finalizzato allo scrivere canzoni, in cui spesso conta più l’ispirazione che la tecnica. Se da un lato, ciò mi ha lasciato più libero di creare (un amico musicista un giorno mi ha detto: “se vai al Conservatorio finisci di scrivere!”), dall’altro mi ha impedito di intraprendere una vera carriera di musicista, motivo per cui 8 ore al giorno faccio l’economista! La spinta più forte a sistematizzare e approfondire le mie conoscenze musicali è nata quando ho deciso di presentarmi al pubblico. La musica è diventata un’esperienza più professionale, pur mantenendo il fascino di una continua meravigliosa scoperta ed espressione del mio mondo interiore.

3) Hai condotto i tuoi studi a Roma, presso la LAR, Libera Accademia Romana. Quali differenze e quali analogie hai riscontrato fra Milano, città natale e Roma, nel sostenere la musica emergente?
Non posso fare un confronto tra Roma e Milano, perché sono entrato nel mondo della musica emergente qui a Roma. Posso solo dire che il trasferimento a Roma (avvenuto per motivi lavorativi ben lontani dalle aspirazioni artistiche!) e gli incontri che ho fatto qui sono stati decisivi per la realizzazione del mio sogno di sentirmi e presentarmi come cantautore emergente. Diciamo che il “demone buono” di cui canto mi ha “rivelato il mio destino” e la sua strada mi ha portato qui.

4) Come descriveresti queste esperienze?
La Libera Accademia di Roma (LAR) è stato il “nido” del mio progetto musicale. L’incontro con il suo Presidente, Giovanni Gava, è stato decisivo. E’ lui che mi ha spinto a credere nelle mie canzoni e a provare a proporle al pubblico, facendole diventare un vero progetto discografico. Con lui ho iniziato anche a studiare canto e a conoscere i meccanismi della tecnica vocale, che non tolgono nulla all’emozione dell’interpretazione, ma anzi aiutano a reggerla meglio e ad arrivare di più.

5) Il tuo primo album, “Eudaimonìa” ( 7 maggio 2014 ndr ), dal quale è stato tratto l’omonimo primo singolo, gode di un titolo greco, che significa . Quanto ha contato la tua formazione classica nella scelta di questo titolo, come espressione del tuo stato d’animo e delle tue esperienze?
“Eudaimonìa” è l’ultimo brano che ho scritto del disco e non immaginavo che diventasse il singolo. Poi ho capito che dava il senso a tutto il progetto. Esprime, secondo me, una delle più belle definizioni della filosofia greca per esprimere una vita orientata positivamente verso la felicità. “Eudaimonìa” è la condizione di chi trova e sa realizzare il proprio “demone buono”: in breve, nella vita ci vuole fortuna per trovare il proprio destino e coraggio e virtù per seguirlo (“fiato e sorte”), non lasciandoci scoraggiare da chi vuole fermarci. Mi pare una visione semplice, disincantata e, perché no, anche romantica della felicità. Indubbiamente la formazione classica mi ha aiutato tanto a coltivare il senso estetico, l’amore per la bellezza contenuta in ogni forma d’arte e a ricercare un linguaggio poetico per esprimere i miei stati d’animo e le mie esperienze di vita. Oltre che nella scelta classicheggiante del titolo penso che tutto ciò si rispecchi, in generale, nel mio modo di scrivere i testi.

6) La direzione artistica di “Eudaimonìa” è stata affidata al maestro Giovanni Gava, con il quale hai sostenuto gli studi di canto moderno presso l’Upter. Come definiresti il rapporto lavorativo ed eventualmente d’amicizia che vi lega?
Come già accennato prima, Giovanni Gava è stato fondamentale per questa nuova strada che ho intrapreso. Il nostro è un rapporto di grande stima e affetto. Giovanni ha capito e incoraggiato il mio bisogno di esprimere la mia vita con le canzoni e mi ha dato il coraggio di mettermi a nudo davanti al pubblico per scoprire il fantastico scambio di emozioni che ne deriva. Mi ha insegnato a conoscere la mia voce e a farla renderla al meglio, trovando un mio stile. Mi ha messo a disposizione ottimi musicisti che hanno arricchito gli arrangiamenti (realizzati dal bravissimo Michele Lotrecchiano), rendendo i pezzi molto piacevoli da ascoltare.Certo, sul piano professionale, lui ha le sue idee e io le mie e a volte ci confrontiamo in modo abbastanza deciso, ma sempre con grande rispetto. Fatemi parlare però di un altro grande musicista che ha realizzato tutte le chitarre del disco e che mi accompagnerà in questo nuovo corso di “live unplugged” che iniziamo il 23 ottobre al Fonclea di Roma. E’ Angelo Anastasio, già compositore e arrangiatore della talentuosa cantautrice Gerardina Trovato e autore della musica di un pezzo bellissimo, “Vivere”, che nella versione “Dare to live” è stato portato al successo internazionale da Laura Pausini e Andrea Bocelli, vendendo milioni di copie. Ha collaborato con tanti grandi, per citarne solo alcuni: Ramazzotti, Bocelli, Zero, Califano, Bobby Kimball. E’ un chitarrista fenomenale, un grande professionista e un amico prezioso, che mi sta aiutando molto in questa fase decisiva del mio percorso artistico. Vorrei citare anche il mio maestro di chitarra Marco Cecilia (dell’eccellente Associazione Controchiave di Roma), uomo e professionista fantastico, che mi sta accompagnando con passione e talento nella mia crescita come musicista.

7) La tua prima esibizione live risale allo scorso 7 maggio al Teatro Romano Golden, per presentare il tuo album. Quali emozioni hai provato?
Quella del 7 maggio scorso non è la mia prima esibizione live (ho fatto diversi concerti in formazione acustica nei due anni precedenti), ma sicuramente finora la più importante perché ho presentato l’album. Una grande emozione, come di chi fa conoscere per la prima volta agli amici il proprio figlio! Quando sono sul palco mi trasformo e mi sembra che nessun altro luogo al modo è più adatto a me. Questa sensazione unica di benessere è un’emozione fantastica. Come anche l’emozione che ti torna indietro dal pubblico, quando ti accorgi che una canzone importante per la tua vita può esserlo anche per la vita di qualcun altro e che parlando di te stai in fondo dicendo qualcosa anche di chi ti ascolta. Una profonda condivisione di esperienze e sentimenti che non ha pari!

8) L’8 giugno 2014 ti sei esibito durante manifestazione “Sport against violence “, alle Terme di Caracalla. Che messaggio vuoi mandare ai tuoi fans in proposito?
La manifestazione “Sport Against Violence” è una bellissima iniziativa promossa ogni anno da UPS e LAR, a cui ho partecipato con grande piacere ed emozione. Quello che vorrei dire è molto semplice: la musica come lo sport può essere un ponte tra le culture e aiutarci a conoscere, rispettare e amare chi è diverso da noi. E quindi … orchestriamo insieme un mondo di pace!

9) Ringraziandoti della disponibilità, vorremmo approfittarne ancora un momento per chiederti di lanciare un saluto ai tuoi fans e agli ascoltatori di Radio 108 Network.
Grazie a voi per l’opportunità di raccontarmi al vostro pubblico. Ai fans e agli ascoltatori di Radio 108 Network auguro di incontrare il vostro “demone buono” e di trovare il coraggio di seguirlo per realizzare tutti i vostri sogni più belli. Seguitemi su www.davidebancolini.it e sulla fanpage di Facebook e soprattutto venite a cantare e ad emozionarvi con me giovedì prossimo al Fonclea. Ciao!!

Intervista a cura di Valeria Provenziani

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