Casa di bambola | Henrik Ibsen

DESCRIZIONE RAPIDA 

TITOLO: Casa di bambola
AUTORE: Henrik Ibsen
GENERE: Testo teatrale
PUBBLICATO NEL: 1879

TRAMA

Nora è sposata con Thorvald Helmer da otto anni; la loro unione ha generato due figli, che la donna ama sopra ogni altra cosa. Quando Thorvald scopre di avere una malattia, la moglie contrae un debito, per condurlo in Italia, dove egli riceve le cure più efficaci, salvandosi.
La loro superficiale armonia viene improvvisamente interrotta: Krogstad – l’uomo, con il quale Nora ha contratto il debito – si presenta in casa, con lo scopo di ricattare la donna. Thorvald scopre l’accaduto e vuole allontare Nora, tuttavia un’amica di quest’ultima, un tempo amata da Krogstad, manifesta l’intenzione di sposare la sua vecchia fiamma …

ANALISI

Realizzata durante un soggiorno ad Amalfi nel 1879, ma rappresentata per la prima volta a Copenaghen, l’opera intende denunciare le convenzioni – più giusto definirle costrizioni – sociali, che l’epoca Vittoriana ha alimentato circa il ruolo femminile, travalicando i confini strettamente geografici. Il titolo offre subito un’analisi ben precisa: la bambola viene incarnata dalla protagonista, Nora, fissa e immutata, nonché immutibile nel suo ruolo di moglie e madre. Non le spetta evoluzione antropologica, nemmeno individuale, complice le mura domestiche, che la imprigionano; Thorvald denomina Nora fringuello, quasi rappresentasse un chiassoso passatempo. Quando l’uomo scopre il debito contratto dalla moglie, che ha effettivamente scavalcato il pater familias e l’autorità, cui è chiamato, intende subito sottrarle l’educazione filiale, tuttavia, non appena il misfatto conosce soluzione, la salvezza della dignità maritale e maschile lo spinge a perdonare Nora. Quest’ultima, vittima di un’epifania ante – litteram, comprende come il matrimonio abbia costituito una farsa, per salvare le apparenze, laddove ella è sempre stata burattino/ bambola, mossa dalla volontà paterna prima, maritale poi.

Commento

semplicemente lezione di vita e scorcio sulla condizione femminile, vissuta ugualmente in ogni nazione, durante l’ottocento, ma spesso ignorata dal medesimo genere, che se ne rende protagonista. Colpisce soprattutto come un uomo abbia sposato la causa del genere, a favore della donna, durante il medesimo periodo storico.

Recensione a cura di Valeria Provenziani

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