Il Signore degli Anelli | J.R.R.Tolkien

“Tre anelli ai Re degli Elfi, sotto il cielo che risplende; Otto ai Principi dei Nani, nelle loro rocche di pietra; Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende; uno per l’Oscuro Sire chiuso nella Reggia Tetra, nella terra di Mordor, dove l’ombra nera scende. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli, nella terra di Mordor dove l’ombra cupa scende”.

Sauron, oscuro signore di Mordor, forgia diciannove anelli da donare alle stirpi che popolano la Terra di Mezzo: Elfi, Uomini e Nani. Tuttavia Sauron crea contemporaneamente l’Unico Anello, al fine di controllare e irretire le suddette stirpi.

Durante la  prima battaglia contro il male, Isildur, figlio di Elendil, fende il dito, recante l’unico anello, a Sauron, il quale perde inaspettatamente potere ed esce sconfitto. Soggiogato dall’oggetto, Isildur non lo distrugge tra le fiamme del Monte Fato, come Elrond, Re Elfo, gli ha intimato, conservandolo, fin quando trova la morte. La razza umana è ormai corrotta e l’anello, che sembrava perduto e sopito, si fa ritrovare da Gollum. Quest’ultimo, per volontà del medesimo anello, lo perde. A prenderne possesso sarà l’Hobbit Bilbo Baggins il quale, dopo avere presenziato alla propria festa di compleanno, organizzata da Frodo Baggins, suo nipote acquisito e dallo Stregone Gandalf il Grigio,  lo lascia in eredità proprio al nipote, prima di lasciare la contea, per recarsi fra gli elfi a trascorrere la vecchiaia. Da qui iniziano le avventure/sventure affrontate da Frodo, con lo scopo di distruggere l’unico anello.

Il Signore degli Anelli – Analisi Critica:

Tolkien possiede l’insolita capacità di trasformare le parole in portali ultradimensionali che catapultano il lettore nella Terra di Mezzo e di evocare nella sua mente immagini, parimenti ad una catena di montaggio, attraverso le quali costruisce un film – senza riferimenti a quelli realmente realizzati – convenzionalmente codificato. La narrazione gioca con luoghi e personaggi, descrive minuziosamente i dettagli – ricorderete la famosa incisione elfica: ” dite amici ed entrate” –  a ridosso di moria, ndr – accompagna, quasi fosse una voce fuori campo, le numerose vicende, con la maestria, patetismo, dunque coinvolgimento emotivo sottilmente velato. il linguaggio è curato, specifico, da quale scaturiscono figure retoriche, che accompagnano l’evocazione cognitivo – mentale , come la forte sinestesia.

Commento del Redattore

Avventura, amore,  pace,  giustizia, l’eterna e vitale lotta tra bene e male, amicizia, guerra, introspezione, fragilità umana, potere delle cose semplici, quotidiane. Il Signore degli Anelli racconta tutto questo e se l’avventura, insieme alla fantasia, alla suspance, al mistero, all’intrigo e al mito costituiscono gli ingredienti segreti dei vostri gusti letterari, allora il “colossal” ottocentesco inglese fa per voi.

Voto: stellastellastellastellastella

Recensione a cura di Valeria Provenziani

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