L’Isola di Arturo | Elsa Morante

Trama

Il protagonista, l’ormai uomo Arturo, narra le proprie vicende da un campo di prigionia in Africa. Egli ripercorre infanzia ed adolescenza, sottolineando quegli aspetti, che ne hanno segnato il trascorrere. Orfano di madre, il giovanissimo Arturo vive a Procida, dove può contare, esclusivamente, sull’amico Silvestro ed una cagnolina, quali compagnie. Il padre, Wilhelm, estraneo all’affetto genitoriale, viaggia  attraverso luoghi lontanissimi. L’isola, diviene, dunque, roccaforte immaginativa, sfogo esistenziale.

Tornato da uno dei suoi viaggi, Wilhelm accoglie una partenopea moglie sedicenne, Nunziatella, la cui presenza, Sulle prime, suscita la gelosia di Arturo. Quest’ultimo ritiene minacciato il poco tempo, che può condividere con il padre. Ma, la nascita del fratellastro, Carmine Arturo, condurrà il protagonista a scoprire i propri veri sentimenti riguardo la matrigna. Nonostante provi a conquistarla, Nunziatella mostra interessa solo per il figlioletto; Arturo, pertanto, libera l’amore non corrisposto con la vedova Assunta. Wilhelm, ormai, non costituisce più l’eroe cavalleresco: scoprendo la relazione omosessuale, che egli intrattiene e rinunciando ad ogni illusione giovanile, Arturo si arruola come volontario, durante la seconda guerra mondiale.

Analisi

La narrazione in prima persona sottolinea la visione globale di Arturo: un padre assente, ma immaginario eroe cavalleresco, che, sfidando pericoli ignoti, affronta lunghissimi viaggi, la solitudine, quale condizione spirituale, cui si adegua, perdendo ogni percezione reale, l’amore adolescenziale e consapevole. Il protagonista ne spiega ogni sfaccettatura, sotto mnemonica forma, fin quando non le libera catarticamente.

Le figure genitoriali appaiono sfocate. Wilhelm e Nunziatella costituiscono lo spartiacque tra infanzia e adolescenza, per Arturo. Non a caso, il primo simboleggia ciò che viene meno durante il medesimo passaggio rituale, mentre la giovanissima matrigna ciò che si ottiene, ciò che si impara a conoscere durante la maturità. Passato e presente, perciò,si fondono, in una Procida senza dimensioni.

Commento del Redattore

Se amate il romanzo di formazione, una narrazione non perfettamente scandita temporalmente, a metà tra mito e sostanza reale, L’Isola di Arturo ve ne offre un’originale e brillante esempio.

Articolo a cura di Valeria Provenziani

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