Orgoglio e Pregiudizio | Jane Austen

DESCRIZIONE RAPIDA

Titolo Libro: Orgoglio e Pregiudizio
Autore: Jane Austen
Genere: Romanzo
Pubblicato nel: 1813

TRAMA

Inghilterra, Hertfordshire. Tenuta Longbourn. Mrs Bennet porta avanti un solo obiettivo, nella sua vita: trovare marito, il più presto possibile, alle sue cinque figlie, Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia, giacché la nascita di un figlio maschio, che ne perpetri il nome, è stata negata.
Presso Netherfield, una vicina dimora, si trasferisce il Signor Bingley – uomo ricco, ma ancora scapolo – con le sorelle, Caroline e Mrs Hurst, il consorte di quest’ultima ed il suo migliore amico, Mr Darcy; Mrs Bennet vorrebbe immediamente combinare un vantaggiosissimo fidanzamento…

ANALISI

Jane Austen possiede la spiccata capacità di rendere i suoi personaggi vivi: essi parlano, si muovono , interagiscono, come se l’umanità pregnasse ogni singola riga. A tal proposito, gioca un ruolo fondamentale la narrazione, condotta attraverso una maestrìa rara, che, nella linearità e nella semplicità, restituisce un quadro sociale ottocentesco assolutamente veritiero e non artificioso; l’autrice sorride, quando Mr Darcy caratterizza l’arroganza, cui il ceto d’appartenenza, nonché la ricchezza conducono, o quando Mrs Bennet, al cotrario, incarna l’ideale femminile Vittoriano: un essere isterico, incapace di profondi pensieri, frivolo e relegato a indotte mansioni, oppure quando Elizabeth si fa antieroina per eccellenza, rifiutando, sulle prime, una proposta coniugale.
Non solo pennellate, evidentemente, di quotidianità – si potrebbe azzardare quasi un realismo ante – litteram, sottolineando proprio detto azzardo – ma anche una fedele riproduzione di paesaggi, ambienti, vesti, interni, dunque una prosa materica, congiunta, tuttavia, ad una più profonda finalità scrittoria.

COMMENTO

Jane Austen apre, attraverso le proprie opere, la letteratura inglese d’inizio Ottocento, avviando un filone, che mai sarà abbandonato – persino durante il Novecento inoltrato.
Assolutamente da leggere!

VOTO: 5/5

Recensione a cura di Valeria Provenziani

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