Pensieri | Giacomo Leopardi

DESCRIZIONE RAPIDA

TITOLO: Pensieri
AUTORE: Giacomo Leopardi
GENERE: Raccolta memorialistica
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1845 – prima edizione, postuma –

TRAMA

I Pensieri si compongono di centoundici riflessioni.

ANALISI

I Pensieri conobbero pubblicazione nel 1845, pertanto risultano postumi. Fu l’amico di sempre, Antonio Ranieri, a curarne la prima edizione, benché l’opera risultasse già concepita per la stampa – diversamente dallo Zibaldone.

Numerose appaiono le tematiche affrontate: come una sorta di testamento morale, le centoundici riflessioni spaziano sulla noia, concetto chiave nella poetica leopardiana. Essa appartiene alle persone intelligenti, che esercitino la ragione verso un’analisi sociale. Leopardi ne sottolinea l’importanza, laddove determina l’intensità emotiva umana. Si manifesta, inoltre, il concetto di Natura Matrigna. Quest’ultima disarma l’uomo, estirpando ogni illusione e riservandogli un infelice destino. Tutto si configura entro il cosiddetto Pessimismo Cosmico.
Campeggia, tuttavia, l’insoddisfazione. Se, ne La ginestra ( 1836 ), componimento antecedente alla morte ( 1837 ), Leopardi auspica una << social catena >>, che veda gli uomini combattere, insieme, proprio la natura matrigna ( vv. 148 – 149 ), egli si rammarica della malvagità, dell’indifferenza comune. Ogni essere umano è portato a preservare se stesso, o la propria classe; di qui, l’opera rappresenta una lente circa il suddetto Pessimismo Cosmico, sviluppato a partire dal 1823, nonché sulla discrepanza fra passato e presente.
L’ autore, infine, ritiene la << vecchiezza >> somma espressione della medesima Natura Matrigna, in quanto essa << priva l’uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti e porta seco tutti i dolori >> ( Pensiero VI ).

Materia narrata e stile realizzano una simbiosi. La citata insoddisfazione diviene ironia espositiva, quandanche appaia evidente la delusione verso un destino già scritto e la relativa accettazione.
I Pensieri incarnano, unitamente alle Operette Morali, il fine ultimo, per Leopardi: una prosa poetica, ovvero una narrazione, che faccia propria la forza evocatrice della poesia e ne conservi la musicalità – oltre ad affidarle considerazioni filosofiche.

COMMENTO

Indispensabile per comprendere la poetica leopardiana.

CURIOSITà

Le opere leopardiane, fra le quali i Pensieri, avrebbero dovuto conoscere un’edizione francese, presso la città di Parigi.

Recensione a cura di Valeria Provenziani