Senilità | Italo Svevo

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DESCRIZIONE RAPIDA

TITOLO : Senilità
AUTORE: Italo Svevo
GENERE: Romanzo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1898

 

TRAMA

Emilio Brentani intende arricchire la propria vita, stringendo una relazione senza coinvolgimenti emotivi. La donna, cui egli si lega, risiede in Angiolina Zanni, soprannominata Ange…

ANALISI

Italo Svevo ricopre ruolo primario, a livello letterario; senza dubbio influiscono l’amicizia con Joyce e la conoscenza di Freud. Alcune fra le peculiarità, che gli vengono imputate, devono essere loro ricondotte: da una parte, l’applicazione della psicanalisi alla materia letteraria medesima, dall’altra l’impiego del Flusso di Coscienza , benché, sotto tale aspetto, Joyce e Svevo si incontrino, ma si distinguano. Mentre Joyce costruisce una narrazione non omogenea, giacché il flusso di coscienza, complice la punteggiatura, lascia dubbi su quale personaggio stia parlando, o agendo – vedi l’Ulisse – Svevo vi ricorre per adottare la prospettiva di Emilio Brentani. Ogni pagina testimonia la sottilissima ironia, con la quale guarda al protagonista, senza giudicarlo – sarebbe fin troppo facile – lasciandolo agire quasi autonomamente: Emilio si spinge fin dove le sue immagini mentali lo portano, tuttavia, raggiunto il limite, l’autore interviene, acciocché lo stesso Brentani torni ancora una volta consapevole della realtà, in un circolo vizioso. Altro aspetto: potremmo definire Senilità il romanzo delle bugie. Come per una intrinseca e celata condizione umana, tutti i personaggi mentono. Alcune volte ne sono consapevoli, altre non proprio.  La verità li attrae, eppure una forza li spinge ad ottenebrarla. Per Emilio, l’aspetto sano di Angiolina diviene medicina contro una grigia esistenza. Il gioco cromatico discrepante fra tonalità accese e tonalità spente rende tangibile l’antitesi fra personaggi concreti e personaggi rarefatti: Angiolina ha ricci biondissimi, occhi chiari e crepitanti – come Emilio medesimo li definisce – dunque vitali; Amalia, sorella di Emilio, è fisicamente e spiritualmente grigia. La parentela vede condividere dai fratelli la medesima sorte e, nei nomi molto simili, trova dimora.

Ma l’inconcretezza finisce con il rigettare le bugie. Essa investe la realtà circostante, che Emilio ed Amalia vivono a metà – in quanto non accettano le loro misere esistenze – e plasmano attraverso sogni, desideri, immagini mentali. Quando idealizza Angiolina come donna virtuosa, sovente stilnovistica, finendo con l’attribuirle il soprannome Ange e la facoltà di guarirlo, Brentani rovescia la realtà – dunque la verità. Malgrado ciò, Angiolina risulta, solo e soltanto, una donna perduta, laddove la realtà sopravvive crudele.

Geniale, invece, l’antitesi fra i personaggi primari: Angiolina e Stefano Balli, amico del Brentani, si oppongono ad Emilio ed Amalia. L’egoismo e la superficialità combattono, sconfiggendole, le immagini mentali, quali tentavi di fuga.

COMMENTO

Il romanzo più brillante di Italo Svevo, anche superiore a La coscienza di Zeno.

CURIOSITà

Senilità è, fra le opere di Svevo, la preferita di Joyce e Montale.

Recensione a cura di Valeria Provenziani